Il fascino dell'Engadina

Storia Cultura Natura & Tradizione

Engadina (in romancio Engiadinatedesco Engadin, letteralmente Valle degli Eniati)

è una valle di montagna nel Canton Grigioni, in Svizzera.

È una delle valli abitate più alte d’Europa ed è lunga 80 km. Traccia la prima parte del percorso del fiume Eno e si divide in due parti molto distinte tra loro (Alta e Bassa Engadina), che sono separate dalla Punt’Ota (ponte alto).

“Mi sembra di aver trovato la terra promessa”

( Friedrich Wilhelm Nietzsche )

Alta Engadina

è caratterizzata da una vasta zona pianeggiante, dove si trovano quattro laghi: i laghi di SilsSilvaplanaChampfer e Sankt Moritz. Intorno a questa piana si sviluppano fitti boschi di cembri e larici, mentre sulle montagne circostanti è rilevante la presenza di ghiacciai. Questa parte dell’Engadina è situata tra i 1.600 ed i 1.800 metri d’altitudine.

L’Alta Engadina è collegata alla Val Bregaglia tramite il Passo del Maloja ed alla Val Poschiavo dal passo del Bernina e anche alla Val Sursette dal passo dello Julier.

I Comuni dell’Alta Engadina sono, partendo da sud:

SilsSilvaplana, St.MoritzCelerinaPontresinaSamedanBeverLa Punt-Chamues-chMadulainZuoz e S-chanf

Bassa Engadina

è morfologicamente molto diversa da quella Alta: ha una pendenza ben più scoscesa (tra i 1.610 ed i 1.019 metri), è più stretta e l’Eno ha scavato nel corso dei secoli profonde gole tra le rocce.

Questo tratto di valle termina al confine con l’Austria Nella Bassa Engadina ci sono i Comuni di ZernezSuschLavinGuardaArdezFtanScuolTaraspSentRamosch e Tschlin.

“L’arte è l’amore rivestito di bellezza”

Giovanni Segantini

Territorio

L’intero territorio engadinese è ricoperto da boschi: nella parte settentrionali ci sono pini fino ad una quota di 1.800 metri, mentre nella parte sud vi è la presenza di boschi di larici fino ai 2.100 metri d’altitudine.

Particolarmente numerosa è anche la varietà di flora tipicamente alpina.

Nei boschi engadinesi vivono animali come cervi e caprioli, nelle zone montane ci sono camosci e stambecchi, mentre i cieli delle valli laterali sono popolati da aquile ed avvoltoi.

Il terreno dell’Engadina è ricco di minerali come zincopiombo e rame.

Il 1º agosto 1914 è stato inaugurato il Parco Nazionale Svizzero. Tale parco, avente una superficie di 172,4 chilometri quadrati, si estende nei Comuni di ZernezS-chanfScuolValchava e Lavin.

Storia

L’Alta Engadina era governata da un suo proprio conte. Nel 1139 il conte Dedalrico ha venduto il suo territorio al vescovo di Coira. Nella Bassa Engadina, invece, erano frequenti le lotte tra i signori locali per il possesso di quella parte di valle.

Durante la guerra di Valtellina (chiamata anche “Sacro Macello“) l’Engadina venne devastata dagli austriaci, che nel 1622 occuparono la valle. L’anno seguente l’Engadina riuscì a liberarsi ed a tornare ai Grigioni; l’ultimo paese rimasto all’Austria fu Tarasp, che passò al Cantone dei Grigioni nel 1803.

“1864……
Un meraviglioso visionario.”

( Johannes Badrutt )

….Il turismo estivo funzionava già a pieno ritmo quando, nell’autunno 1864, l’albergatore engadinese Johannes Badrutt fece una scommessa con quattro ospiti inglesi: anche in inverno avrebbero potuto godersi il sole dell’Engadina in maniche di camicia sulla sua terrazza. In caso contrario, si sarebbe assunto lui i costi del viaggio. Se invece St. Moritz fosse loro piaciuta, li avrebbe invitati a fermarsi quanto volevano.

Gli inglesi conoscevano gli inverni freddi e umidi dell’Inghilterra, e con tutta la buona volontà non riuscivano a immaginarsi che nelle Alpi svizzere potessero essere diversi. Arrivarono comunque nell’Alta Engadina verso Natale, e non tornarono a casa che dopo Pasqua: abbronzati, riposati e felici. Erano i primi turisti invernali delle Alpi e avevano scoperto un nuovo mondo: quello delle settimane bianche.

Nasceva così il turismo invernale nelle Alpi……“

Lingue

La lingua principale in Bassa Engadina e in parti dell’Alta Engadina è il romancio. In Alta Engadina viene parlato l’idioma putér e in Bassa Engadina il vallader, due idiomi reto-romanci. Il ladino engadinese non è da confondere con la lingua ladina parlata nell’Italia settentrionale. A causa della forte crescita nell’ultimo secolo del turismo e della conseguente crescita economica, l’Engadina è stata luogo di immigrazione di gente che non conosce la lingua romancia. Per questa ragione insieme al romancio in questa regione anche lo svizzero tedesco è un dialetto molto diffuso, al punto che, in alcune parti dell’Alta Engadina, il romancio rischia addirittura di scomparire (vedi St. Moritz e regione). In Bassa Engadina il romancio è meno minacciato, ma una chiara tendenza è decisamente riconoscibile anche in questa regione.

Al passo del Maloja, nel comune di Bregaglia, si parla l’italiano, che comunque è molto diffuso in tutta la valle unitamente ad altre lingue straniere..

Economia

L’economia engadinese è basata soprattutto sul turismo; tutto ebbe inizio nel XIX secolo, quando venne scoperta una fonte termale a Sankt Moritz e, di conseguenza, venne costruito uno stabilimento termale nel 1831. In seguito iniziò anche il turismo invernale, favorito anche dalla costruzione delle prime funicolari e degli impianti di risalita che permettono di raggiungere le piste innevate; la prima funicolare entrata in funzione fu quella di Muottas Muragl, tra Celerina/Schlarigna e Pontresina, inaugurata il 9 agosto 1907.

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